La maggior parte dei due miliardi di bambini nei paesi in via di sviluppo o non riceve un'istruzione adeguata o non ne riceve alcuna. Un bambino su tre non completa la quinta elementare. Le conseguenze individuali e societarie di questa crisi globale sono croniche e profonde. I bambini sono consegnati alla povertà e all'isolazione - esattamente come i loro genitori - senza rendersi conto quale importanza un'istruzione possa significare per le loro vite.
Allo stesso tempo, i loro governi competono in un mondo che evolve rapidamente in un'economia globale dell'informazione, bloccati però da una sottoclasse urbana che non riesce a provvedere a sé stessa e neppure a provvedere al bene comune, in quanto manca degli strumenti necessari. È tempo di ripensare questa equazione. Date le risorse che i paesi poveri possono allocare per l'educazione - a volte meno di 20$ per bambino, rapportate agli 7500$ per bambino spesi negli U.S.A. - perfino un raddoppiamento dell'impegno nazionale all'educazione tradizionale, aumentato da finanziamenti esterni e privati non riuscirebbe a raggiungere i risultati sperati. L'esperienza ci suggerisce in più che un incremento dei mezzi attuali, quindi più scuole, più insegnanti, più libri e materiale, sia una lodabile ma insufficiente risposta al problema di portare le vere possibilità di formazione ad un vasto numero di bambini nei paesi in via di sviluppo. Attendere è una ricetta sicura per recedere.
Vi presentiamo un'interessante sequenza di 5 minuti realizzata da Paolo Bianchini durante un viaggio nel Malawi, un paese dilaniato dall'AIDS e dalle carestie. Un gruppo di ragazzi trova speranza e forza in questa straordinaria session.
In ricordo del 10* anniversario della morte di Yaguine Koïta e Fodé Tounkara, Paola Rota e Paolo Bianchini hanno scritto il trattamento di Una storia quasi vera che potete scaricare cliccando qui. A risentirci presto con le prossime novità. Nella foto Paolo Bianchini, Ambasciatore UNICEF