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La RegiaCollettiva -una tesi di Bruno Lupi- PDF Stampa E-mail
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Bottega del Cinema - VIDEO
Scritto da Bruno Lupi   
Sabato 22 Novembre 2008 20:08

 

Dall'esperienza della realizzazione di una trilogia di cortometraggi ispirata al clown, ideata e realizzata in maniera partecipata da numerose persone, provenienti da ambiti artistici e culturali diversi, nasce l'idea di una tesi di approfondimento della regia collettiva.

Per regia collettiva si intende un modo partecipato di realizzazione di un' opera. Nasce in opposizione alla gerarchia classica della produzione artistica e tende a sviluppare le capacità sinergiche di un gruppo “orizzontale”. L'affermazione personale lascia il campo all'affermazione collettiva e alla buona riuscita dell'opera e dello “stare insieme”. Su un set cinematografico ogni componente della troupe agisce in sintonia con gli altri sulla base di una linea artistica comune, elaborata in momenti di incontro-discussione-socialità che avranno anche l'obiettivo di allenare la capacità di ascolto e di apertura agli altri. La regia collettiva è un punto di arrivo, il frutto di una pratica costante che può liberare l'individuo dall'eccessivo specialismo che caratterizza i modi del sapere contemporaneo, dalle chiusure mentali imposte da una società fondata sulla frammentazione. La strada verso la regia collettiva è quindi una strada difficile, necessita di un cambio di atteggiamento che va ben oltre i confini del set. In questo percorso le tappe possono essere graduali e non è necessario che la suddivisione classica dei ruoli scompaia improvvisamente. L'importante è che, sin da subito, questi si intreccino, si scambino, si sovrappongano, rendendo il più possibile permeabili i loro confini. Permeabili ai compagni di lavoro ma anche agli stimoli che l'ambiente in cui ci si trova sa ispirare sul momento. L'abilità di chi “giocherà” a fare il regista non sarà nel governare le energie in campo ma nel saperle mettere in comunicazione in maniera coerente, defilandosi progressivamente quando la giusta sinergia viene raggiunta, ovvero nel momento in cui tutti i ruoli si annullano e “come per magia” tutto fluisce autonomamente.


Alla base della regia collettiva c'è la socialità che è momento di incontro e palestra di condivisione, umana, artistica e culturale. Così come molte cerimonie rituali di popoli lontani hanno il compito di creare e unire la comunità-il gruppo, così deve essere sfruttata la socialità che diventa rituale di ricerca di un'identità comune e plurale. Così come in molti rituali sciamanici, l'obiettivo di un gruppo artistico diventa la ricerca della visione, dell'allucinazione, dell'ispirazione collettiva.


Con una tesi di laurea su questo argomento si intendono approfondire le possibilità e i limiti di un simile approccio creativo, basandosi sulle difficoltà e le opportunità incontrate da un gruppo di persone nella realizzazione della suddetta trilogia di cortometraggi che ha provato a intraprendere questa strada così difficile, nella quale però, quando si riesce, il risultato è gratificante per tutti, in campo artistico ed umano.

scarica la tesi in formato pdf [400 kb]

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